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Release per Munstac

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Release per Munstac

Dovete concederci un po’ di sano campanilismo: fa sempre piacere ascoltare produzioni italiche, specie se si tratta di techno cattiva cattiva. Andrea Comparin, già ospite sulle nos ...

Dovete concederci un po’ di sano campanilismo: fa sempre piacere ascoltare produzioni italiche, specie se si tratta di techno cattiva cattiva. Andrea Comparin, già ospite sulle nostre frequenze e ad una serata del programma DISCLOSE estivo nel cortile del Cassero (o nell’angolino del cavaticcio, come preferite) è un ragazzo padovano con un talento musicale grosso così. Inizia con la batteria fin da piccolo ma, a sedici anni, sviluppa una passione smodata per l’elettronica. Generalmente con l’adolescenza arrivano la droga e i primi assoli di chitarra; Andrea, invece, crea il suo primo progetto e già si piazza una spanna sopra a tutti gli altri teen brufolosi. Si chiama “Deeohdee” e nasce dalla collaborazione con Jonathan Hamilton. Con lui arriva a suonare davanti al grande pubblico, aprendo i live di gente come Populous, Aucan, Godblesscomputers, Ninos du Brasil e Yakamoto Kotzuga. Tra una performance e l’altra, il giovane talento padovano si da anche al sound design e al visual mapping di luoghi molto bellini, come la reggia di Venaria. In tutto questo, trova anche il tempo di studiare al conservatorio di Vicenza. Ma come fa?! Ed eccoci arrivati all’ultimo anno: la sua esperienza lo porta ad inaugurare il progetto Munstac, dentro al quale fa confluire tutta la sua passione per la ricerca del suono e per la cassa dritta. Da qui vede la luce l’EP Sound of Palladio, prima pubblicazione dell’etichetta londinese Never Ready Records. Due tracce, The Cathedral e The Theater, nelle quali Andrea riesce a gestire con tocco adulto techno e acid con una spruzzata di soul e una serie di sample per nulla scontati. Perfetti per un ascolto in cuffia così come per una serata passata al buio a ballare duro. La freschezza sta proprio nei continui tira e molla, nei ritmi spezzati e ricomposti senza soluzione di continuità. La precisione e la qualità del master rimandano a produzioni ben più blasonate, senza mai scadere nell’emulazione più scontata: alle volte sembra di sentire Daniel Avery quando ancora era sano di mente (vedi The Theatre). Insomma, sperando di rivederlo e risentirlo presto nel nostro salotto, non possiamo che fare un grandissimo in bocca al lupo a questo giovine di belle speranze. P.s. scaricatevi la traccia bonus “Suburban Madness”, rilasciata in free download per XLR8R per rendervi conto di quanto possa essere poliedrico un artista. Finalmente.

Articolo a cura di Federico Blonda.