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Moninga Festival 2017

Moninga Festival 2017

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Moninga Festival 2017

L’estate sta gia’ spingendo alla grande e noi di EL non vediamo l’ora di esplorare tutti i migliori festival che questa penisola ogni anno ci regala. Abbiamo deciso di intervistare ...

L’estate sta gia’ spingendo alla grande e noi di EL non vediamo l’ora di esplorare tutti i migliori festival che questa penisola ogni anno ci regala. Abbiamo deciso di intervistare Enzo Borghi di Moninga, una tre giorni che si svolge a Formigne (MO) e che ci fara’ ascoltare un bel po’ di elettronica, oltre che a farci sentire tutti più buoni. Gli artisti? Populous, Dj Khalab, Fricat, Sequoyah Tiger and many more. E per la bontà? Basta continuare a leggere!

Ciao Enzo, benvenuto a Electric Lorem. Ci potresti fare una intro generale sul Festival?
Il festival prende il nome dall’associazione giovanile Moninga e nasce tre anni fa come idea per raccogliere fondi. Da allora il progetto è andato espandendosi e migliorandosi di anno in anno. A livello locale abbiamo sempre lavorato a stretto contatto con il comune Formigne, che ha deciso di continuare a collaborare con noi mettendoci ogni anno a disposizione la fantastica location di Villa Benvenuti.

Quali sono i cambiamenti che avete apportato alla vostra ‘creatura’ dal suo esordio fino a questa edizione?
Cambia la line-up, siamo sempre andati migliorando da questo punto di vista, espandendo l’offerta: se il primo anno gli headliner era gli “altre di Bi”, l’anno scorso IS tropical, Officina della camomilla e Godblesscomputer. Quest’anno nomi più grossi come Popolous, di Khalab e Gomma. La location è rimasta sempre la stessa, ma abbiamo dedicato una migliore cura agli allestimenti. Per la seconda edizione abbiamo aggiunto, ai due giorni “standard”, una prima serata dedicata esclusivamente alla musica elettronica che è andata benissimo e che riproporremo sicuramente anche quest’anno.

Qual è la direzione artistica che volete dare al festival?
Il tema di quest’anno è l’Africa: lo potrete vedere dalle grafiche e dagli artisti (vi dice niente un certo Khalab?). Non abbiamo comunque intenzione di monopolizzare il “discorso” sul continente africano, piuttosto cerchiamo di essere sempre eclettici ed abbracciare un po’ tutto quello che è l’ambito indie.

Come si articola la macchina organizzativa? Qual è il tuo ruolo in tutto ciò?
Siamo un’associazione, composta da tanti elementi intercambiabili: in questo momento io mi occupo di comunicazione, ma ho gia’ lavorato in ambiti un po’ più tecnici e durante il festival la situazione organizzativa del lavoro diventa sicuramente più flessibile. Credo che la nostra forza come gruppo risieda anche nel fatto di poter mettere in campo tante competenze diverse e amalgamarle a seconda delle necessita’.

A proposito dell’associazione, il festival nasce con uno scopo benefico. Ci racconti di cosa si tratta?
Tutto quello quello che facciamo viene svolto in funzione della beneficienza e del volontariato: lo scopo è quello di aiutare l’ospedale pediatrico e orfanotrofio “Kimbondo” di Kinshasa, in Repubblica democratica del Congo. Il tutto è nato dopo il viaggio in Africa dell’attuale presidente di Moninga che ha potuto constatare quanto grave sia la situazione laggiù: ad oggi, presso la struttura, sono ospitati circa 500 bambini malati o abbandonati e le carenze strutturali ed assistenziali sono quotidiane e gravissime. Da allora ogni nostra iniziativa è orientata al fornire aiuto ed il festival è solo la punta dell’iceberg dei nostri progetti. Tra l’altro, tutti i fondi raccolti vengono portati fisicamente sul posto da noi stessi, per evitare intermediari ed essere sicuri al 100% che nulla vada sprecato e che gli aiuti arrivino direttamente alle strutture. A fine 2015 siamo stati invitati dal parlamento europeo ad un meeting di associazioni di volontariato ed abbiamo avuto modo di approfondire la conoscenza di questo mondo, capendone meglio i meccanismi e osservandoli dall’interno; un’esperienza sicuramente formativa.

Avete ricevuto sponsorizzazioni o aiuti economici da enti locali?
Non possiamo ricevere alcuna sponsorizzazione in quanto siamo un’associazione senza scopo di lucro: viviamo di piccole donazioni e dei guadagni dei nostri eventi. Il comune aiuta mettendoci a disposizione gratuitamente lo spazio per organizzare il festival, per il resto Moninga è super indipendente…e ci piace cosi.

Quindi quando ci vediamo? Che facciamo?
Appuntamento a Formigne dal 16 al 18 giugno per una tre giorni di musica, cibo locale (e pure vegano!) birrette e beneficienza: cosa volete di più?!