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Intervista ad Astrophone Records

Intervista ad Astrophone Records

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Intervista ad Astrophone Records

Raffaele D’Ascanio e Matteo Basso hanno iniziato il loro percorso insieme come Risico, sentendo però il bisogno di spingersi ancora un po’ più in là e creare una loro label persona ...

Raffaele D’Ascanio e Matteo Basso hanno iniziato il loro percorso insieme come Risico, sentendo però il bisogno di spingersi ancora un po’ più in là e creare una loro label personale: è così che ha visto la luce Astrophone Records, un’astronave capace di trasportarci su mondi lontani ed inesplorati, fatti di musica, colori e vibrazioni.
Abbiamo intervistato Raffaele D’Ascanio che ci ha raccontato quali sono le idee e i progetti in cantiere per Astrophone Records.

 

Ci puoi parlare dell’esperienza tua e di Matteo in quanto progetto Risico?

 

Il progetto Risico nasce circa 11 anni fa quando ancora suonavo come dj tra il torinese e il cuneese con un altro pseudonimo. Non sapevo ancora produrre ma il desiderio di dare un nome a quella voglia di creare e disegnarci un progetto attorno era forte ed inevitabile. La formazione ufficiale, me e Matteo, risale comunque a circa 9 anni fa grazie al famoso ma ormai obsoleto social MySpace. In questi anni abbiamo sperimentato molto, amanti delle macchine e dell’analogico abbiamo fin da subito preferito impegnarci in live e produzioni tralasciando il djing. Siamo comunque usciti allo scoperto non da molto, circa 2 annetti, ma abbiamo tantissima voglia di fare e soprattutto di farvi ballare.

 

Cosa vi ha spinto a creare un’etichetta personale?

 

Creare la propria etichetta è molto importante per un artista, o almeno per chi fa elettronica. Oggi come oggi si può aprire molto facilmente la propria label; siamo infatti nell’era delle Indie ed il digitale ci viene in aiuto, ma ciò non significa che sia facile impresa tenerla in vita e soprattutto darle un senso, una forma ed un’anima. La nostra necessità, oltre a poter rendere pubblica la nostra musica, è quella di poter raccontare in tempo reale con suoni ed immagini quello che è il nostro percorso di vita sia personale che musicale. In poche parole Astrophone Records è la materializzazione di quelle che sono le nostre idee e la nostra visione della realtà in cui viviamo, fatta sì di materia ma anche e soprattutto di energia e spiritualità. Astrophone Records sarà la nostra “chiamata alle stelle” e la nostra astronave che spero, prima o poi, ci porti su “mondi” inesplorati.

 

Da quanto è nata Astrophone Records e quanti artisti accoglie?

 

Astrophone Records nasce ufficialmente nell’estate del 2016 ma pubblica la sua prima release lo scorso febbraio. Ad oggi siamo un collettivo di 6 artisti italiani quasi tutti della zona. Penso che la vicinanza ed i rapporti umani siano alla base di un progetto solido e duraturo. L’idea è quella di crescere come una famiglia, creare sempre più un proprio specifico sound ed una propria impronta. Le melodie ed i bpm non troppo veloci sono gli ingredienti di partenza della nostra musica. Abbiamo progetti house e progetti techno, siamo quello che ascoltiamo e quello che produciamo e trasmetteremo quindi la nostra ecletticità anche alla label.

 

 

Il nome dell’etichetta richiama il tema dell’universo e della natura ed è molto importante per voi l’aspetto simbolico della musica e dell’arte in generale: cosa volete comunicare?

 

Siamo appassionati dell’infinito e del misterioso, alcuni di noi sono più propensi a materie matematiche come la fisica quantistica e l’astronomia, qualcun altro è invece più orientato sulla filosofia, l’alchimia, l’esoterismo e l’ufologia. Ciò che ci unisce è quindi un amore smisurato per la musica, la natura ed il “creato”, argomenti sui quali spesso e sovente ci perdiamo in lunghi confronti e dibattiti. Abbiamo scelto di trasmettere le nostre conoscenze e comunque ciò in cui crediamo attraverso le vibrazioni e quindi il suono e tramite grafiche dal sapore un po’ vintage con un alto contenuto di simboli e significati che si nascondo dietro ad ogni singolo elemento. Per noi i colori sono parte fondamentale della comunicazione, così come lo sono le melodie per la nostra musica.

 

Astrophone Records e Risico saranno ospiti dell’Apolide Festival. E’ la prima volta che vi partecipate? Cosa ne pensate dell’apertura dello stage Soundwood tutto dedicato all’elettronica?

 

Suonai in Soundwood nel 2015. Fu un’esperienza molto bella, divertente e rienergizzante. Sono onorato di essere stato richiamato quest’anno con il progetto Risico, grazie Filippo! e non vedo l’ora di essere nuovamente lì, circondato dalla natura, dalla musica e dalle belle persone. E’ un festival in cui si può veramente riprendere contatto con se stessi ma per fa si che ciò funzioni va vissuto almeno per 2 giorni di fila. Per quanto riguarda il nuovo Soundwood, penso sia un traguardo molto importante sia per il festival che per i ragazzi dello staff che fino ad oggi hanno “lottato” per ritagliare sempre di più uno spazio dedicato alla musica elettronica, che come si sa, è ormai diventata un ingrediente essenziale ed importante per qualsiasi festival estivo e non. Come Risico avremmo dovuto portare il nostro live, ma purtroppo per motivi di tempo, visto anche la grossa mole di lavoro relativa alla label, abbiamo dovuto ripiegare sul djset che vi assicuro non sarà da meno! Che dire, sto ormai facendo il conto alla rovescia ormai da mesi 🙂