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Go Dugong – (Indian) Furs

Go Dugong – (Indian) Furs

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Go Dugong – (Indian) Furs

Il sempre caro Go Dungong ritorna nei nostri impianti hi-fi con un album ricco di suoni, samples e passione. E non è che l’inizio. L’artista ha in programma, infatti, di viaggiare ...

Il sempre caro Go Dungong ritorna nei nostri impianti hi-fi con un album ricco di suoni, samples e passione. E non è che l’inizio. L’artista ha in programma, infatti, di viaggiare in lungo e in largo per il mondo e di portarci, ad intervalli regolari, album monotematici incentrati sui luoghi del suo vagare.

Il primo, che andiamo qui ad analizzare, è ‘(Indian) Furs’. Lasciamo all’immaginazione del lettore intuire la provenienza dei suoni. Registrazioni eseguite sul campo, istantanee di processioni religiose, di taxi e di vita indiana sono gli elementi di base del disco, amalgamati con percussioni e giri di sitar dalla connotazione lampante. Al primo ascolto l’idea è quella di un dischetto easy-listening di musica indiana recuperabile da qualche venditore smaliziato della Montagnola; se poi non fosse per tracce come ‘Kali’, ci si potrebbe perfino scordare di trovarsi davanti ad una produzione di musica elettronica. Riascoltando con attenzione il lavoro, però, viene a galla tutta la passione per la ricerca del suono ed il suo campionamento da parte di Go Dugong. Un lavoro di fine artigianato, impreziosito da incursioni di quella wonky-bass music tanto presente nei precedenti lavori, che qui troviamo sottotraccia e ancora più interessante nel suo vedo-non vedo (o meglio, sento e non sento). Esempi lampanti di questo approccio si ritrovano in pezzi come ‘Naja Naja’ o ‘Varuna’, con il basso che riesce a rendere ballabile perfino una cantilena di preghiera a Ganesh.

La passione per il suono etnico e tribale e per la World Music, accostata alla spontanea e fresca frenesia dei campioni, conferma come la strada della musica elettronica nostrana stia sempre più presentandosi al mondo come un marchio di fabbrica: ‘Clap Clap!’ e Dj Khalab insegnano.

Traccia consigliata? ‘Bhaya’, da ascoltare chiusi in macchina mentre fuori impazza una tempesta primaverile.